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Metodo di calcolo verifica rischio

La verifica sul rischio è una comprova di sicurezza sviluppata all’inizio degli anni ’90, con la quale viene calcolato rapidamente se un capannone industriale o commerciale, con una vasta superficie, necessiti o meno di una misura speciale (impianto di rivelazione d’incendio, impianto sprinkler). Siccome nelle varie prescrizioni vengono pretesi differenti valori di soglia per simili comprove di sicurezza (Svizzera: 3’600 m2, Germania: 1’800 m2), questo livello del valore di soglia nella verifica del rischio può essere impostato arbitrariamente attraverso la definizione di un evento di riferimento. Inoltre c’è la possibilità di eseguire il metodo di calcolo in modo semplice anche in un nomogramma, che può essere stampato secondo l’evento di riferimento individuale.

Il fulcro del metodo è formato da un diagramma x/y costruito in modo logaritmico, all’interno del quale una curva separa le due aree della misura speciale sì / no. L’asse x corrisponde alla superficie del compartimento tagliafuoco, l’asse y al carico d’incendio. Il rilevamento logaritmico permette un elevato grado di differenziazione per le piccole superfici e contemporaneamente un’acquisizione realistica degli estremi.

La considerazione del pericolo di attivazione avviene come moltiplicatore della superficie del compartimento tagliafuoco, vale a dire, un locale con una superficie del compartimento tagliafuoco di 1’000 m2 con l’attivazione di 1, è equiparato ad uno simile con una superficie di 1’800 m2 con un’attivazione di 1.0. Graficamente nel nomogramma questo si lascia facilmente ottenere tramite lo spostamento diagonale per raggiungere il corrispondente valore.

I valori per il carico d’incendio ed il pericolo di attivazione per innumerevoli destinazioni d’uso possono essere prelevati direttamente dalla banca dati implementata, che corrisponde ai valori nell’appendice della valutazione dei rischi d’incendio AICAA 2007. In alternativa a ciò è pure a disposizione la banca dati notevolmente più voluminosa che era riportata nell’appendice del metodo di calcolo secondo la SIA 81. I valori di questa banca dati sono tuttavia da usare in modo critico, siccome da allora ci sono stati cambiamenti fondamentali per molte destinazioni d’uso.

Valutazione dei rischi d’incendio AICAA 2007

Per mezzo di un rilevamento, impostato su vasta scala, sono stati raccolti di recente, da parte dell’ETH (Politecnico federale) di Zurigo, i valori delle tabelle per i carichi d’incendio. Questi servono come base per il nuovo metodo di calcolo pubblicato nell’anno 2008.

Generalmente si è riscontrato, durante il rilevamento dei nuovi dati inerenti al carico d’incendio, che complessivamente c’è stato, a confronto dei dati rilevati negli anni ’70, un incremento significativo dei carichi d’incendio. Da un lato, alcuni singoli settori hanno nell’assortimento, a causa dei cambiamenti tecnologici, soltanto nuovi prodotti con un’altra combustibilità, dall’altro lato c’è stato un aumento notevole di installazioni elettriche nonché del grado di tecnologia degli apparecchi e delle macchine, che hanno portato complessivamente ad una quota parte maggiore di coibentazione dei cavi e di plastica. Il metodo è stato finora semplificato rispetto al metodo secondo la SIA 81, in quanto oltre alla superficie del compartimento tagliafuoco, al carico d’incendio ed al pericolo d’attivazione, fluisce nel metodo di calcolo solamente la combustibilità della costruzione in fabbricati a più piani. Inoltre l’efficacia dell’ampiezza della superficie è stata per contro corretta, in modo che questa incide negativamente sul risultato solo a partire da una superficie di 2’400 m2. Il metodo è tuttavia anche rigidamente fissato al limite di 2’400 m2 ritoccato nelle prescrizioni. Il metodo che serve esclusivamente come comprova, se è da installare o no un impianto di rivelazione d’incendio o un impianto sprinkler in un esercizio industriale o commerciale, può essere calcolato sia manualmente inserendo i valori delle tabelle nella formula che usando un software diminuendo così a qualcuno il lavoro.

Poiché per questo metodo è stata presa per base una destinazione d’uso di riferimento con 2’400 m2, esso non è adatto per lo spazio tedesco, dove le comprove di sicurezza devono essere effettuate già a partire da superfici di 1’800 m2. Il metodo AICAA del 2007 “Valutazione delle dimensioni dei compartimenti tagliafuoco” con il metodo di calcolo associato, è stato abrogato dalla Commissione Tecnica dell’AICAA in data 1.o gennaio 2015 con l’introduzione delle nuove prescrizioni antincendio. Questo perché il calcolo è impostato su un evento di riferimento con 2’400 m2, tuttavia le nuove prescrizioni fissano 3’600 m2 come valore di soglia per l’esecuzione di una comprova di sicurezza.

Metodo di calcolo SIA 81

Max Gretener, molto impegnato nella protezione antincendio, incominciò nel 1960 a cercare soluzioni matematiche per la determinazione del rischio d’incendio. Nel 1968 presentò un procedimento con il quale si potevano derivare delle misure di protezione antincendio dalla valutazione metodologica sulla pericolosità dell’incendio. Questo metodo è stato pubblicato congiuntamente nel 1973 sotto il titolo “Valutazione sulla pericolosità dell’incendio e derivazione delle misure di protezione” dall’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio e dal Servizio di prevenzione degli incendi per l’industria e l’artigianato, come guida per le prescrizioni della polizia del fuoco.

I potenziali pericoli (P) vengono determinati da sette fattori, carico d’incendio mobile (q), combustibilità (c), pericolo di formazione di fumo (r), pericolo di corrosione (k), carico d’incendio immobile (i), ubicazione del piano (e) e ampiezza della superficie (g), e moltiplicati con l’attivazione (A). Questi potenziali pericoli vengono ripartiti sulle misure di protezione, che sono calcolate in misure normali, in misure speciali e in misure edili. La sovrapposizione di un fattore di sicurezza porta all’effettivo rischio d’incendio, il quale dovrebbe essere maggiore di 1.00.

La documentazione SIA 81 pubblicata nel 1984, la quale corrisponde con la procedura di calcolo descritta, in forma leggermente modificata, descrive il campo d’applicazione come supporto decisionale per la valutazione, la verifica ed il confronto di concetti di protezione. Anche se la superficie rilevante del compartimento tagliafuoco porta, a dipendenza della lunghezza verso la larghezza, a differenti valori della tabella, corrisponde a nessuna coincidenza che, con un rapporto di 1:1 dei lati ed una superficie del compartimento tagliafuoco di 1’200 m2, il valore della tabella ammonti proprio a 1. Questo corrisponde all’evento di riferimento che sta alla base.

Una componente essenziale di tutta la procedura è formata senza dubbio e principalmente dai rilevamenti inerenti alla destinazione d’uso, finanziati allora anche dall’Ufficio federale interessato per la protezione civile, rilevamenti che hanno portato ai carichi d’incendio ed ai fattori aggiuntivi per quasi 600 destinazioni d’uso di cui nell’allegato 1 della documentazione 81 della SIA. Anche questi valori, rilevati quasi 40 anni fa, richiedono una rimessa in questione critica da parte degli operatori della protezione antincendio, siccome sia dal lato della produzione come anche dello stoccaggio, nel frattempo si sono verificati dei cambiamenti, i quali non sono stati inclusi nei valori delle tabelle. Con le prescrizioni antincendio rielaborate e messe in vigore il 1.o gennaio 2005 dall’AIET, anche il valore di soglia per avviare le comprove di sicurezza è stato ritoccato da 1’200 m2 a 2’400 m2. Il metodo di calcolo impostato su 1’200 m2 secondo la SIA 81 ha così perso la sua ragione di esserci ed è stato in seguito annullato dalla SIA..